Progetto RLT : dove welfare aziendale e territoriale si incontrano

Abstract

Mentre un tempo l’accesso al lavoro, l’essere assunto, significava accedere alla possibilità di avere una casa, ora è vero il contrario: per poter accedere al lavoro bisogna prima avere la casa

Nelle grandi e medie città la realtà è ormai evidente: il crescente disallineamento tra i salari e i costi immobiliari rende sempre più difficile acquistare o affittare una casa e, al contempo, compromette la capacità delle aziende di attrarre, formare e trattenere nuovi talenti residenti in altre regioni del Paese.

Il progetto RLT – Residenzialità Lavorativa Temporanea,   ideato e sviluppato da Walà insieme a Trenord, con il supporto scientifico del DAStU – Politecnico di Milano e la gestione operativa della cooperativa sociale Spazio Aperto e Servizi, nasce per rispondere proprio a questa sfida: come le aziende possono supportare chi ha bisogno di una soluzione abitativa per iniziare una nuova esperienza lavorativa?

Il contesto

Come viene sottolineato nel report pubblicato nel 2026 dall’Osservatorio Casa Abbordabile (OCA) del DAStU, la sostenibilità abitativa (la c.d. abbordabilità) si basa su due parametri principali: l’incidenza del costo della casa entro il 30% del reddito e la garanzia di un reddito residuo sufficiente ad avere una vita dignitosa.  L’osservazione del panorama abitativo milanese nel 2024, purtroppo, ha mostrato un drammatico ampliamento del divario tra le capacità economiche dei/delle lavoratori/trici e i costi proposti dal mercato immobiliare

A dimostrarlo ci sono alcuni dati:

  • I prezzi di compravendita sono aumentati del 65% e i canoni di locazione del 55%. Nel contempo, invece, i salari medi sono rimasti costanti, non potendo rispondere, così, all’innalzamento del costo della vita.
  • Lo spazio vitale è diminuito: i metri quadri “abbordabili” – calcolati su una rata del mutuo/canone d’affitto pari al 30% del reddito netto – continuano a diminuire. 

Inoltre, c’è un paradosso che Milano fatica ad affrontare: la città è attrattiva per la qualità dei suoi servizi, scuole, trasporti, sanità, assistenza sociale, ecc.,  ma rischia di diventare inaccessibile proprio per chi quei servizi li tiene in piedi. Ospedali, enti locali,  aziende segnalano crescenti difficoltà a reclutare personale: non mancano i candidati potenziali, manca una casa a un costo sostenibile.

In tale contesto, spostarsi nell’hinterland sembra non essere più la soluzione: lo conferma il rapporto OCA-DAStU 2025 che ha mappato 300 comuni nel raggio di 60km da Milano, rilevando come tra affitto e trasporti si arrivi a incidere tra il 50% e il 60% dello stipendio, con una forbice tra costi dell’abitare e redditi che sembra destinata ad allargarsi ulteriormente. Un circolo che “esclude” proprio chi la città la fa funzionare.

Emerge, così, la necessità di evolvere verso un modello di welfare integrato, nel quale l’azienda si trasforma necessariamente in uno stakeholder “proattivo”, proprio perché  subisce essa stessa le ricadute negative delle tensioni del mercato immobiliare, spinta a ricercare il dialogo con altri attori territoriali che possono rappresentare parte della soluzione.

La sinergia che si può creare, infatti,  permette di trasformare un’esigenza aziendale e un bisogno sociale in una risposta attraverso il terreno della co-progettazione tra enti privati e comunità territoriale, generando al contempo opportunità lavorative e di inclusione.

 

Il progetto RLT: una risposta ai bisogni dei/delle dipendenti e dell’organizzazione

La difficile accessibilità agli alloggi è, dunque, un ostacolo per i processi di assunzione delle aziende del territorio milanese e tale si è rilevato anche per un’azienda cruciale per il territorio milanese e lombardo come Trenord. 

Partendo dalle sue esigenze di reclutamento del personale, abbiamo costruito un percorso di soluzioni concrete.

Tra novembre 2023 e settembre 2024, in particolare, abbiamo analizzato i dati sugli abbandoni tra i corsisti selezionati, fotografando con precisione le sfide e gli ostacoli incontrati lungo il percorso di selezione e formazione.

Dietro quei numeri sono emerse necessità reali: la provenienza geografica dei/delle candidati/e, il peso degli affitti, i tempi di spostamento, le barriere che il mercato immobiliare milanese erige ogni giorno davanti a chi arriva da “fuori”.

Combinando l’analisi, attraverso l’ascolto “attivo”, delle esigenze di assunzione da parte del reparto HR di Trenord con i risultati del questionario somministrato alle persone candidate che hanno sostenuto il colloquio di selezione per accedere ai corsi, sono emerse una serie di difficoltà  vissute nel percorso assuntivo. Tra di esse, ad esempio, il fatto che  i contratti standard di locazione risultano poco adatti per chi affronta un percorso di formazione di 6 mesi che, peraltro, prevede l’assunzione solo in caso di superamento positivo del percorso stesso. 

In risposta alle sfide del contesto abitativo attuale e alle necessità dei corsisti, nel 2025 è nato il progetto pilota RLT – Residenzialità Lavorativa Temporanea

Il progetto ha messo a disposizione dei corsisti alloggi a canone calmierato per l’intera durata della formazione: la prima fase pilota ha visto la partecipazione di 16 inquilini, mentre oggi siamo arrivati a contare più di 80 persone già accolte all’interno del progetto.

 

Il ruolo di Walà

Walà ha accompagnato Trenord nella co-progettazione e nell’implementazione del progetto RLT.

Abbiamo lavorato in team con l’Ufficio welfare di Trenord, il personale che si occupa di assunzione e formazione e le persone selezionate per entrare nei percorsi di formazione, trasformando i dati in una strategia concreta: è stata proprio l’analisi dei bisogni di questi ultimi a rilevare che la carenza di corsisti/e non era fondata su un problema di interesse lavorativo, ma di accessibilità abitativa in un contesto complesso come Milano. 

Identificato il bisogno, Walà ha individuato i possibili partner e, all’esito di varie interlocuzioni e analisi, ha deciso di attivare la fase operativa del progetto pilota con la cooperativa sociale Spazio Aperto Servizi, che ha messo a disposizione alcune unità abitative e il know how accumulato nell’ambito della gestione di servizi sociali.

Scegliere come partner un ente del Terzo Settore specializzato nel tema dell’abitare significa andare oltre il semplice posto letto: il progetto, infatti,  punta a un modello di housing integrato, pensato per supportare chi arriva in città privo di una rete di riferimento sul territorio.

La collaborazione con Spazio Aperto Servizi ha permesso di superare i rigidi vincoli contrattuali standard, introducendo una formula temporanea di 6 mesi, cucita su misura per il periodo di formazione dei/delle corsisti/e, supportati, peraltro, da una figura di accompagnamento abitativo che li aiuta nel disbrigo pratiche, negli  spostamenti tra gli appartamenti e la sede di formazione e nella ricerca di soluzioni abitative stabili una volta concluso il periodo formativo.

Walà ha avuto il ruolo di connettore strategico della rete: attraverso la regia del progetto, infatti, Walà ha contribuito a creare un linguaggio comune tra Azienda e Terzo Settore  facilitando la collaborazione tra realtà molto diverse la cui integrazione è stata in grado di produrre un valore tangibile. 

Abbiamo trasformato una criticità sociale come l’impossibilità di accedere al mercato immobiliare di Milano in un’opportunità lavorativa e di inclusione, dimostrando che quando l’azienda ascolta e co-progetta, il benessere delle persone diventa una base solida su cui costruire il futuro dell’organizzazione.

 

I risultati

Come detto più sopra, dall’avvio del progetto il numero delle persone beneficiarie è cresciuto passando dai primi 16 “pionieri” alle 80 persone inserite negli alloggi nella  prima annualità: le loro esperienze hanno confermato che la presenza del progetto RLT sia stata un fattore abilitante per accedere alla formazione e alla successiva assunzione

Ma il risultato più rilevante riguarda la qualità del rapporto che si costruisce tra corsista e azienda. Politiche di welfare percepite come realmente rispondenti ai bisogni delle persone, infatti, generano fiducia  e la fiducia, più di qualsiasi benefit, è ciò che trasforma un’opportunità lavorativa in un’appartenenza. Le persone non cercano solo un impiego: cercano la conferma che i propri bisogni non vengano separati dal lavoro, ma considerati parte delle condizioni che lo rendono possibile.

 

Il valore del modello Walà in relazione a RLT

Il valore dell’iniziativa, dunque, risiede nella capacità di superare il welfare come un semplice insieme di benefit e per farlo spesso è necessario entrare in sinergia con il welfare territoriale.Quando le politiche di welfare aziendale si integrano con quelle di welfare territoriale, infatti, si genera un effetto moltiplicatore del valore per l’intera comunità. 

Integrando casa, lavoro e trasporti, il progetto RLT supera la dicotomia azienda-territorio, proponendosi come un’esperienza di valore che si manifesta in un welfare ibrido.  

L’impatto si genera su più livelli: 

  • Sulle singole persone: il progetto trasforma la casa da ostacolo a punto di partenza, garantendo una soluzione accessibile e sostenibile che permetta ai corsisti di iniziare il proprio percorso di formazione.
  • Sull’azienda: il progetto assicura a Trenord la possibilità di formare i/le propri/e futuri/e dipendenti.
  • Sul territorio: il progetto genera una sinergia con il Terzo Settore rafforzandolo a beneficio delle infrastrutture sociali della città e delle fasce più fragili della popolazione, e al contempo integra futuri cittadini/lavoratori nel tessuto sociale locale.
 

Le lezioni apprese

Da questo progetto si evidenziano tre lezioni apprese che possono essere trasversali e utili per rispondere ad altre sfide.

La multidimensionalità è una risorsa

Il benessere di chi lavora non dipende solo dal salario, ma da un insieme di fattori interconnessi che richiedono interventi su più livelli. Agire in modo multidimensionale significa trasformare sfide complesse in opportunità di crescita.

L’ascolto attivo è il punto di partenza

Mappare i bisogni reali delle persone attraverso il dialogo diretto è il presupposto per progettare misure di welfare efficaci e su misura.

Il benessere genera valore non solo nell’azienda

Con un modello di welfare circolare, risolvere una criticità individuale diviene un volano per l’intera comunità: l’investimento aziendale si traduce in un ecosistema più produttivo, inclusivo e resiliente, dimostrando che la stabilità dei lavoratori è fondamentale per lo sviluppo del tessuto sociale.

Ingredienti per la replicabilità

Perché un progetto come questo funzioni – e possa essere replicato – non basta una buona idea. Serve una regia capace di tenere insieme attori diversi, linguaggi diversi, obiettivi diversi. La nostra esperienza ci ha insegnato che la complessità del tema abitativo non si affronta con soluzioni standardizzate, ma con una progettualità che sappia adattarsi ai contesti mantenendo una struttura solida.

Gli ingredienti che abbiamo identificato sono chiari: un’azienda disposta a riconoscere il proprio ruolo nel territorio, un ETS con competenze specifiche sull’abitare, una comunità locale pronta al dialogo — e una cabina di regia in grado di far parlare tutti questi soggetti con un obiettivo comune. È proprio questa capacità di facilitazione e co-progettazione che trasforma un’esigenza puntuale in un modello trasferibile.

Il tema dell’abitare è condiviso. Le risorse, spesso, già esistono. Quello che manca, il più delle volte, è la connessione tra chi ha il problema, chi ha la competenza e chi ha la volontà di investire. Crediamo che esperienze come questa dimostrino che costruire quella connessione è possibile — e che valga la pena farlo insieme.

 

La voce dei protagonisti

Questo progetto mi ha agevolato molto in primis perché offre una soluzione abitativa con un canale privilegiato, senza la necessità di trasferirsi prima dell’inizio del corso, con soluzioni temporanee che hanno un alto costo prima di trovare una soluzione più a medio termine… La prima cosa che si pensa è che per lavorare a Trenord ci si deve trasferire a Milano, ma gli affitti sono cari; quindi, nasce il problema per chi viene da lontano. Questo progetto può servire ad attrarre anche quelli che si trasferiscono da lontano

Partner del progetto

I partner che hanno accompagnato Walà in questo progetto sono: 

  • Trenord
  • DAStU – Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano
  • Cooperativa Sociale Spazio Aperto e Servizi 
 

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