Dal 2023, la Fondazione Monte dei Paschi di Siena ha promosso un progetto sperimentale per creare un modello di welfare aziendale territoriale “a filiera corta”, con l’obiettivo di connettere le imprese del territorio senese con gli enti del Terzo Settore locale. L’iniziativa intende superare l’approccio standardizzato dei benefit aziendali, valorizzando invece servizi di qualità radicati nella comunità e costruiti sui bisogni reali delle persone.
Grazie a un importante investimento e al coinvolgimento di 12 organizzazioni locali (rappresentanze datoriali, sindacati, cooperative sociali, istituzioni), è stato costituito un tavolo multistakeholder che ha portato alla progettazione condivisa di interventi welfare personalizzati.
Il modello prevede tre fasi: formazione di Welfare Specialist, sperimentazioni pilota con aziende del territorio ed espansione su scala territoriale.
Walà, insieme a Percorsi di Secondo Welfare, ha curato la metodologia di co-progettazione, la formazione degli attori locali e la messa a disposizione di WIN – What I Need, lo strumento digitale proprietario per l’analisi dei bisogni aziendali. Il team di Walà, composto da esperti in welfare aziendale, territoriale, benessere organizzativo e di sostenibilità sociale, ha accompagnato le organizzazioni dal design progettuale all’implementazione operativa.
Nel 2024, il progetto ha formato 25 Welfare Specialist e avviato la prima sperimentazione con l’Università di Siena, attivando servizi di conciliazione vita-lavoro, trasporto per dipendenti con disabilità e convenzioni con produttori locali. Nel 2025 si prevede il coinvolgimento di ulteriori aziende del territorio senese, con l’obiettivo di promuovere forme di welfare più radicate nel tessuto locale e che generano impatto in termini di benessere delle persone, competitività delle imprese e sviluppo economico locale.
Il modello “a filiera corta” dimostra che il welfare circolare può essere una leva strategica per creare valore condiviso: ogni euro investito resta nel territorio, valorizza le competenze del Terzo Settore e risponde ai bisogni reali dei/delle dipendenti, generando un impatto sociale, economico e territoriale.
Le aziende senesi sono solite acquistare benefit welfare da piattaforme nazionali standardizzate, con tre criticità principali:
Nel frattempo, a pochi chilometri dalle aziende, cooperative sociali ed enti del Terzo Settore erogavano da anni servizi di qualità (centri estivi, assistenza domiciliare, sportelli psicologici, trasporti sanitari) ma faticavano a intercettare la domanda delle imprese.
La Fondazione Monte dei Paschi di Siena, portato avanti da Walà e Percorsi di Secondo Welfare, ha lanciato nel 2023 una call sperimentale per sostenere la nascita di progetti di welfare aziendale territoriale “a filiera corta”, con l’obiettivo di connettere la domanda (aziende) con l’offerta (Terzo Settore locale) attraverso un modello di co-progettazione partecipata.
Walà, insieme a Percorsi di secondo welfare, è stata incaricata di sviluppare la metodologia operativa del progetto, fornire gli strumenti di analisi dei bisogni e accompagnare le organizzazioni nella fase di implementazione. Il team di Walà, composto da Martina Tombari (Partner) e Alice Verani, ha operato su quattro assi principali:
Facilitazione di 7 incontri multistakeholder (febbraio-maggio 2024) con 12 organizzazioni del territorio senese per definire un modello condiviso di welfare territoriale basato su:
Progettazione ed erogazione di un percorso formativo di 30 ore (settembre-novembre 2024) rivolto ai rappresentanti delle organizzazioni del tavolo, con focus su:
Risultato: 25 Welfare Specialist formati, con competenze comuni e linguaggio condiviso per operare sul territorio.
Messa a disposizione di WIN, lo strumento digitale proprietario di Walà per la rilevazione strutturata dei bisogni dei dipendenti, utilizzato nella sperimentazione con l’Università di Siena e disponibile per tutte le aziende del territorio interessate a partecipare al progetto. WIN consente di:
Supporto alle aziende nel passaggio dall’analisi dei bisogni alla progettazione di servizi specifici con gli enti del Terzo Settore locale, attraverso:
(Dopo 12 mesi di progetto)
Rete e competenze territoriali:
Sperimentazioni avviate:
Impatto territoriale generato:
Caso concreto: DIESSE e Consorzio Arché
DIESSE Diagnostica Senese S.p.A. ha attivato con il Consorzio Arché:
Non convenzioni generiche, ma servizi costruiti sui bisogni reali emersi dall’analisi, erogati da enti locali con competenze specifiche.
Il welfare a filiera corta produce tre impatti simultanei:
Servizi costruiti su bisogni reali rilevati con strumenti strutturati (WIN), non su ipotesi o su “quello che fanno tutti”. I dipendenti ricevono risposte concrete ai propri carichi di cura, necessità di formazione, esigenze di conciliazione vita-lavoro.
Ogni euro speso in welfare territoriale:
Questo è sostenibilità sociale.
Grazie al modello di welfare circolare sviluppato da Walà, il progetto senese può:
Ottimizzare l’allocazione delle risorse: investire su servizi che rispondono ai bisogni effettivi, non dispersi in benefit inutilizzati.
Perfezionare l’efficacia degli interventi: un follow-up periodico permetterà di adattare continuamente il piano welfare sulla base dei risultati misurati.
Garantire un monitoraggio continuo: il welfare non è “set and forget” ma un processo iterativo di ascolto, azione, misurazione e miglioramento.
Quantificare l’impatto territoriale: l’approccio scientifico e partecipativo adottato da Walà ha permesso di trasformare una visione (welfare aziendale come leva di sviluppo territoriale) in un modello operativo concreto, replicabile e misurabile.
Il progetto “Siena Welfare a Filiera Corta” ha generato 5 apprendimenti trasferibili ad altri territori:
Il welfare può essere territoriale
Non serve scegliere tra welfare aziendale e welfare territoriale. Possono essere due facce della stessa medaglia, se progettati insieme.
La co-progettazione funziona
Mettere allo stesso tavolo aziende, Terzo Settore e istituzioni genera soluzioni concrete che nessun attore avrebbe pensato da solo.
L’analisi dei bisogni non è opzionale
Senza strumenti come WIN, si rischia di progettare servizi che nessuno userà. L’ascolto strutturato è il punto di partenza.
Il Terzo Settore è partner strategico
Le cooperative sociali non sono “fornitori low-cost”. Hanno competenze professionali che valorizzano il territorio.
Serve metodo, non solo valori
Il welfare territoriale non si fa “parlando di sostenibilità”. Serve progettazione rigorosa, competenze specifiche, strumenti operativi, misurazione continua.
Il modello senese è replicabile in altri territori se si dispone di un attore catalizzatore (fondazione, istituzione, camera di commercio), un ecosistema locale coeso e competenze metodologiche in progettazione welfare e capacità di generare un dialogo costruttivo tra le aziende e gli enti del territorio. Servono inoltre strumenti operativi come WIN per l’analisi dei bisogni e un orizzonte temporale adeguato, perché il welfare territoriale si costruisce attraverso interazione e apprendimento continuo.
Il welfare territoriale non è solo una scelta valoriale, ma una leva strategica. Quando valorizza l'ecosistema locale, produce tre impatti simultanei: risponde ai bisogni delle persone, rafforza la competitività delle imprese e sostiene l'economia del territorio.
Emmanuele Massagli | Presidente AIWA - Associazione Italiana Welfare Aziendale
Le aziende senesi possono oggi attivare servizi costruiti in sinergia con gli enti locali. Non benefit generici, ma soluzioni calibrate sui bisogni specifici delle persone. Questo è il valore del welfare a filiera corta
Carlo Rossi | Fondazione Monte dei Paschi di Siena
Collaborare con la Fondazione MPS e Percorsi di Secondo Welfare in questo progetto ci ha permesso di applicare concretamente il modello del welfare circolare: partire dall'ascolto dei bisogni, co-progettare soluzioni con il territorio, misurare l'impatto generato. I risultati dimostrano che il welfare aziendale può essere una leva di sviluppo territoriale e sostenibilità sociale
Martina Tombari | CEO & Founder Walà Welfare SB
Fondazione Monte dei Paschi di Siena – Promotore e finanziatore
Percorsi di Secondo Welfare – Coordinamento scientifico e facilitazione
Walà Welfare SB – Metodologia, strumenti e formazione
Organizzazioni del tavolo multistakeholder:
ACLI Siena | ANCL Consulenti del Lavoro | ANPIT Siena | APAR Siena ODV | Azienda Ospedaliero-universitaria Senese | CGIL Siena | Confindustria Toscana Sud | Consorzio Arché | Federazione Toscana BCC | Federmanager Siena | Siena Soccorso | Università degli Studi di Siena
Aziende partner:
DIESSE Diagnostica Senese S.p.A. | RCR Cristalleria Italiana S.p.A. | Università di Siena
Sito progetto: www.sienawelfare.it